Sanlorenzo presenta Waves, la prima mostra prodotta da Sanlorenzo Arts, segnando un passaggio decisivo nell’evoluzione della Maison come protagonista culturale. Più che una mostra, Waves rappresenta il culmine di un impegno decennale di Sanlorenzo nel mondo dell’arte, un percorso che ha visto l’azienda collaborare con istituzioni, creatori e artisti di primo piano per indagare le intersezioni tra arte, innovazione e cultura del mare.
Per Sanlorenzo, sostenere l’arte non è una brand extension, bensì un pilastro strategico della sua identità. Riflette la convinzione della Maison che artigianalità, design e visione culturale siano inseparabili e che il futuro del lusso sia definito dalla capacità di generare significato, non soltanto oggetti. Questa prima mostra collettiva incarna tale filosofia, posizionando Sanlorenzo come leader della creatività italiana e curatore della cultura contemporanea. “Per Sanlorenzo il mare non è un semplice scenario”, afferma Massimo Perotti, Executive Chairman di Sanlorenzo
“È una condizione che ci ricorda costantemente che l’equilibrio non è mai statico, ma sempre dinamico. Costruire uno yacht significa dare forma alla precisione all’interno di un ambiente che, per sua natura, resiste all’immobilità. Questo rapporto tra controllo e imprevedibilità si riflette nel processo artistico, e Waves racchiude questa visione: la trasformazione non è un’eccezione, ma l’essenza stessa dell’innovazione e della realtà.”
“Questa prima mostra prodotta da noi in esclusiva, rappresenta una tappa significativa nel nostro percorso culturale, che si è evoluto dalla collaborazione con alcuni dei più importanti eventi artistici internazionali fino a trovare una sede permanente a Casa Sanlorenzo, assumendo un ruolo attivo di custode culturale.”
Ospitata a Casa Sanlorenzo durante la 61ma edizione della Biennale di Venezia, Waves riunisce artisti storici e contemporanei in un ambiente immersivo che attraversa gli interni, il giardino e il ponte pedonale della casa. Curata da Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo, quest’ultimo anche membro del Comitato Scientifico di Sanlorenzo Arts, la mostra esplora l’onda come principio universale, forza di energia, trasformazione ed equilibrio dinamico.
L’onda diventa metafora dell’identità stessa di Sanlorenzo nello yachting: un brand plasmato dal mare, dal movimento e dalla costante tensione positiva fra innovazione e tradizione.
La mostra presenta opere di Alexander Calder, Lucio Fontana e Fausto Melotti, i cui approcci radicali hanno ridefinito i confini della scultura del Novecento. Le loro opere introducono movimento, rottura spaziale e modulazione ritmica, rivelando la forma come qualcosa di intrinsecamente instabile e vitale.
“Questi artisti condividono un’intuizione radicale”, spiega Sergio Risaliti, Direttore del Museo del Novecento e co‑curatore di Waves
“Hanno compreso che la scultura non poteva più essere concepita come un oggetto statico. Calder, Fontana e Melotti hanno introdotto una condizione dinamica in cui la forma interagisce continuamente con lo spazio. Le loro opere rivelano la materia come qualcosa di instabile, modellata da forze ed energie in costante trasformazione.”
Il dialogo prosegue con Tony Cragg, le cui sculture sembrano in metamorfosi perpetua, e con Christine Safa, le cui pitture si dissolvono in campi atmosferici di colore e luce.
Interventi site‑specific estendono la mostra all’architettura di Casa Sanlorenzo: ECHO di Marcello Maloberti trasforma il ponte pedonale in uno spazio di risonanza, mentre Friedrich Andreoni attiva il giardino attraverso suono, scultura ed elementi naturali. “L’onda non è solo un fenomeno naturale, ma un modo di pensare la realtà”, aggiunge Cristiano Seganfreddo, co‑curatore di Waves.
“La mostra presenta una trasformazione dinamica, con linguaggi artistici differenti che convergono per creare un campo di risonanze. Qui il visitatore sperimenta il mondo non come un insieme di oggetti fissi, ma come un sistema di relazioni, oscillazioni e connessioni.”
Accanto a loro, l’astrofisica Ersilia Vaudo Scarpetta amplia l’orizzonte della mostra oltre il visibile con le sue “interferenze” testuali, che collegano l’oceano al cosmo, rafforzando il tema centrale dell’esposizione: la trasformazione come essenza dell’esistenza, e afferma:
“Le onde non sono solo un fenomeno del mare. Sono il linguaggio fondamentale dell’universo. Luce, suono e onde gravitazionali si propagano continuamente nello spazio e nel tempo, modellando la realtà. Ciò che percepiamo con i nostri sensi è solo una piccola parte di questo vasto spettro di vibrazioni. Eppure, è proprio in questo frammento che emergono bellezza, colore e luce.”
La mostra è arricchita da un paesaggio olfattivo realizzato in collaborazione con Xerjoff e ideato da Sergio Momo per amplificare la dimensione sensoriale del percorso espositivo. Per l’occasione è stata scelta la fragranza Uden Overdose, le cui note agrumate, ambrate e ozoniche evocano una dimensione marina in continuo movimento tra profondità e superficie.
6 maggio 2026
30 aprile 2026