Un’opera raffigurante una luna e una torcia olimpica. Sintesi poetica del sogno, della forza, dell’insieme dei valori olimpici, che accomunano l’intera umanità. Con questa scultura, Benjamin Rand, artista statunitense originario dello Stato della Florida, ha conquistato la giuria italiana, aggiudicandosi il primo premio del World Ice Art Championship 2026, il Campionato Mondiale di Sculture di Ghiaccio che ha avuto luogo a Sesto San Giovanni dal 23 al 25 gennaio.
Da città-fabbrica a teatro di creatività e bellezza. Cuore industriale della Lombardia, la “Little Manchester” d’Italia mostra tutta la sua abilità nel sapersi reinventare. Scalpelli, martelli, motoseghe, strumenti di precisione non più (o non solo) al servizio delle manifatture tradizionali, ma anche della produzione artistica internazionale e di un medium quanto mai originale: il ghiaccio, tagliato in blocchi imponenti, ciascuno di circa 120 chilogrammi, trasformato in fiamme e anelli olimpici, atleti piegati in difficili contorsioni, figure immaginarie che diventano prologo ideale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Opere effimere ma di stupefacente bellezza, che hanno creato in dialogo inedito e potente tra sport e arte. Per tre giornate, in un momento in cui l’Italia torna sotto i riflettori mondiali dello sport, Piazza Luigi Petazzi si è trasformata in un teatro di meraviglia, con oltre 20 tonnellate di ghiaccio cristallino e 24 artisti da 16 Paesi diversi, dalle Filippine al Giappone, dal Senegal alla Lettonia. “Con questa manifestazione, che si inserisce all’interno dell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina, vogliamo legare la nostra città ai valori olimpici attraverso cultura, sport e inclusione. È un modo per promuovere il territorio, sostenere le nostre eccellenze e far conoscere Sesto nel mondo” ha detto il Sindaco, Roberto Di Stefano
La scena internazionale dell’ice art è meno nota di altre arti visive, ma il settore promette di diventare sempre più vivace con collettivi artistici e figure che si impongono nella scena dei creativi, come AnnaSofia Mååg che ha ideato il primo Icehotel in Svezia. È facile intuire che gran parte delle manifestazioni di settore avvengano nei paesi freddi. In Alaska si svolge il World Ice Art Championships di Fairbanks, ormai “capitale mondiale” delle arti del ghiaccio, con grandi strutture dedicate, temi narrativi arditi e il dispiego di tecniche altamente sviluppate. L’evento di Sesto, alla sua seconda edizione, invece, si collega idealmente alla Cina. A dicembre, infatti, i finalisti, tra cui compaiono Aaron Costic, anch’egli statunitense, e il thailandese Chavayut Nimnoun, parteciperanno al Harbin Ice Sculpture Festival in Cina. Una manifestazione che ha radici antiche, prima storiche poi artistiche, legate alla tradizione popolare delle lanterne di ghiaccio.
Dalla produzione seriale al tempo dell’effimero, dall'acciaio al ghiaccio, che a Sesto San Giovanni diventa metafora visiva dei nostri giorni. Economico, accessibile, ecologico, protagonista olimpico per eccellenza, ponte culturale di dialogo e di tradizione artigianale. Le sculture di ghiaccio nascono per uno sguardo rapido, per essere catturate in un selfie, per resistere pochi giorni, forse poche ore. Il tempo di arrivare in fondo a queste righe, e potrebbero essere già sciolte.
20 gennaio 2026