Mag è nato tre anni fa per raccontare il bello dell’Italia, è il frutto di un lavoro di squadra, che si nutre della cultura della nazione, della sua capacità di fare, creare, stupire. Per un’agenzia di stampa, questa rivista è come un’agenda, un esperimento diverso che germoglia nella quotidianità, nella velocità delle notizie che vanno in rete. È un pensare “lento”, è una visione positiva che serve a ricordare come nell’eterna lotta tra il bene e il male alla fine vinca sempre il bene. In un’epoca di polarizzazione, velocità estrema, algoritmi e social, la nostra missione resta quella originaria: offrire notizie verificate, tempestive, essenziali.
Oggi più che mai, AGI è un laboratorio in movimento, con giornalisti, corrispondenti, collaboratori e sguardi aperti sul mondo. Fin dalla sua fondazione, nel 1950, AGI ha puntato sull’informazione internazionale, anche per sostenere il crescente numero di imprese italiane interessate ai mercati esteri e il “miracolo economico”.
Mag impagina l’eccellenza italiana, i valori che vengono apprezzati in tutto il mondo di cui Eni, editore di AGI dal 1965, è uno storico pilastro. La nostra stessa sede, il simbolo del gazometro, è un esempio di creatività e design industriale di prim’ordine; da qui, da questo luogo, nascono le prime scintille dell’energia e dell’impresa italiana. I nostri 75 anni, sono il nostro spazio, nel tempo, nella forma, nella parola, nel mestiere del giornalismo.
Dirigere l’Agi e inventare Mag è un onore che supera di gran lunga l’onere. Questo numero di Mag è dedicato al ballo, “una delle forme più perfette di comunicazione con l’intelligenza infinita” (per dirla con Paulo Coelho). Dunque anche noi ci concederemo il ballo dei nostri primi 75 anni.