Hernan Bas contro l'overtourism. A Venezia una mostra-denuncia
Non è un caso se The visitors, esposizione di oltre trenta nuovi dipinti realizzati all'interno di un'installazione immersiva, di Hernan Bas ha trovato casa a Venezia. L'artista espone a Ca' Pesaro - Galleria Internazionale d'Arte Moderna traendo ispirazione proprio da Venezia per un nuovo corpus di opere incentrato su turisti collocati in scenari sia immaginati sia reali.
Protagonisti sono prevalentemente uomini, bianchi e occidentali che abitano un terreno mutevole fatto di attrazioni da "lista dei desideri", siti storici, spazi sacri, locali equivoci e versioni sterilizzate del mondo naturale.
Un lavoro teso a mettere in luce i cliché del turismo, tra Gioconda o Fontana di Trevi, fino alle mete del cosiddetto dark tourism, come Chernobyl, Alcatraz e la foresta di Aokigahara, luoghi attraversati dal dolore che diventano tappe di itinerari.
Bas è da tempo celebrato per le sue opere narrative permeate da umorismo, decadenza, stranezze, suggestioni occultiste e codici stratificati. Anche qui esplora le complessità dell'identità personale attraverso figure sospese in momenti di trasformazione, in cui l'ordinario scivola nello straordinario. In The Visitors questa sensibilità si rivolge verso l'esterno.
Come i dandies e i flaneurs delle opere precedenti di Bas, queste nuove figure si librano sulle soglie: tra curiosità e arroganza, incontro e violazione, esperienza e spettacolo.
Come i dandies e i flaneurs delle opere precedenti di Bas, queste nuove figure si librano sulle soglie: tra curiosità e arroganza, incontro e violazione, esperienza e spettacolo.
Molte di queste nuove figure sembrano essere colte in atti di recitazione o finzione, mentre posano, scattano fotografie o assumono travestimenti.
Uno dei suoi turisti rivendica lo status di residente, un altro (statunitense) finge di essere canadese e un altro visitatore in Thailandia inscena un incontro con un pitone. In un effetto tipico del senso di ironia di Bas, un sentimento di affetto per i suoi visitatori maldestri e disorientati si scontra con una lucida critica a un'epoca definita dalla globalizzazione, priva di riferimenti culturali o geografici stabili. Parte di questo nuovo corpus di opere è stato realizzato durante una residenza dell'artista a Venezia, a stretto contatto con la laguna, la sua luce, la sua tradizione pittorica e i suoi turisti.
Negli ultimi decenni, la storica citTà di Venezia ha sofferto a causa del cosiddetto overtourism, che ha messo a dura prova i suoi monumenti, la sua laguna, i suoi abitanti e la sua storia. Venezia stessa, a lungo plasmata dagli scambi e ora in difficoltà a causa dal turismo di massa, diventando cosi' sia lo scenario che lo specchio delle questioni affrontate dalle opere.
Bas, originario di Miami, convoglia nelle sue opere la sua comprensione di cosa significhi vivere a fianco dei turisti, così come la propria condizione di cubano-americano di prima generazione, spesso percependosi come un visitatore nella propria casa. Esposte in una sequenza immersiva, le tele comporranno una narrazione visiva continua.
7 maggio 2026
6 maggio 2026