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8 giugno 2022
di Laura Antonini

Emilio, Camille e Capri

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Il mare e il sole, le bouganville e i limoni. La piazzetta e la Grotta Azzurra, i bagni Tiberio e lo stabilimento La Canzone del Mare. Omero nell’Odissea racconta che qui abitavano le sirene, quelle magiche creature, volto di donna e corpo di pesce, che tentarono di sedurre con il loro canto Ulisse. Culla di creatività e buon ritiro di poeti e artisti dagli anni Cinquanta del secolo scorso, è destinazione del jet set internazionale, meta esclusiva dove trascorrere l’estate in pantaloni bianchi e sandali intrecciati e perdersi, al tramonto, davanti allo spettacolo dei Faraglioni. 

Capri, l'isola bagnata dal Mediterraneo sospesa nel golfo di Napoli, è il luogo scelto da Emilio Pucci per presentare la prima collezione firmata dalla stilista italo francese Camille Miceli.

Tre giorni di eventi, appuntamenti e moda nell’ultimo weekend di aprile hanno rievocato i tempi della Dolce Vita. Una rosa di ospiti, tra cui il famoso rapper americano Gunna che ha dato spettacolo in Piazzetta suonando insieme alla storica band folk Scialapopolo, ha vissuto il clima spensierato di una Capri d’altri tempi. Cena al ristorante Geranio, sessione di yoga all’hotel Quisisana e pranzo ai Bagni Tiberio. Presentazione de "La Grotta Azzurra", così Miceli ha battezzato la collezione con cui il marchio, oggi nel portfolio del gruppo francese LVMH, riparte. Non una sfilata, ma una presentazione in modalità tableau vivant, quella della linea in vendita in esclusiva sulla piattaforma e-commerce Mytheresa.com oltre che nelle boutique Pucci. Modelle in bikini, come in uno scatto di Slim Aarons, stese su lettini vintage fasciati di teli coordinati a stampa Pucci, hanno intrecciato le gambe seguendo ritmi alla Esther Williams. E per chiudere, una volta calato il sole, un party nella lussuosa Villa Belsito, della collezione esclusiva di immobili d’epoca, Capri Dimore Storiche. 

Atmosfere spensierate che sarebbero piaciute ad Emilio Pucci, il Marchese di Barsento, nato a Napoli da famiglia aristocratica nel 1914, cittadino del mondo. Pucci ha sempre coltivato un’autentica passione per questa isola ed espresso con la sua creatività illuminata tutta la gioia di vivere che Capri è stata capace, da sempre, di comunicare al mondo.

Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della sua morte avvenuta a Firenze, dove poi radicò la maison nello splendido Palazzo Pucci nella omonima strada a due passi dalla Cupola del Brunelleschi, di proprietà della famiglia che dopo la vendita del marchio al gruppo francese continua a custodire il prezioso archivio, grazie alla cura della figlia del marchese, Laudomia Pucci. 

A Capri Emilio Pucci aprì la sua prima boutique allo stabilimento la Canzone del Mare, a Marina Piccola. Vendeva quella moda pratica e chic, che nel febbraio del 1951 aveva debuttato a Firenze a Villa Torrigiani nella prima sfilata del made Italy voluta da Giovanni Battista Giorgini. Collezioni rivoluzionarie, dove inizialmente non erano colore e stampa i tratti distintivi, quanto la fattura dei modelli e i materiali: funzionali ed eleganti. 


Uno stile pratico che le donne d’Oltreoceano, le americane, da subito amarono e vestirono in quella frizzante società che le vedeva protagoniste al lavoro come nel tempo libero. Attive nel weekend, pronte a fare sport, impegnate in un viaggio o rilassate in vacanza. Attrici e personalità… Lauren Bacall  e Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Elizabeth Taylor e Sophia Loren. Tutte volevano indossare le sue camicie annodate in vita in cotoni leggeri, i pantaloni in shantung strizzati alla caviglia, o avvolgere il capo con i suoi caleidoscopici foulard.

Un’immagine magnificente del Mediterraneo, quella evocata dall’estro di Pucci dove i colori e le forme della Grande Bellezza italiana furono di ispirazione. Come un artista, maestro del colore, riuscì a riprodurre anche con il senso dell’umorismo dell’uomo aristocratico ma concreto che fu, un’Italia da cartolina. Le stampe, disegnate a mano, e impresse dai migliori setifici di Como, primo tra tutti Ravasi, brillavano di tinte originali, ognuna dotata di un suo preciso nome. Ed ecco il rosa Emilio o quello geranio, il “blu Capri”, il verde menta o il giallo limone creare come in gioiosi puzzle i luoghi simboli della villeggiatura Italiana. Positano, Siena, Firenze e ovviamente Capri.

Come un artista, maestro del colore, riuscì a riprodurre anche con il senso dell’umorismo dell’uomo aristocratico ma concreto che fu, un’Italia da cartolina.

Ma Pucci fu anche il primo stilista a firmare con il nome di battesimo i suoi capi con la scritta “Emilio” aggraziata e compatta, mentre su una delle prime etichette volle sintetizzare il valore del made in Italy abbinando il nome di Firenze a quello di Capri, e la silhouette dei Faraglioni con quella di Palazzo Vecchio, rispettivamente simboli della bellezza paesaggistica e artistica del Belpaese. Intuizioni che ora la maison rilancia con la collezione “La Grotta Azzurra”. “Ispirata al viaggio – ci racconta Camille Miceli - "La Grotta Azzurra" si rivolge ad una donna moderna e dallo spirito nomade. Ho voluto dare un nuovo corso a Pucci, creando pezzi adatti per tutte le stagioni e tutte le destinazioni, da mixare e abbinare a piacimento. Le stampe rimandano alle origini della maison, con un nuovo modo di disegnarle che rispetta l’imperfezione del fatto a mano. Un'imperfezione che da Pucci diventa perfezione”.

Caftani corti o lunghi e i kimono sono realizzati in tessuti morbidi, fluidi: voile di cotone, mousseline di seta, drill, jersey stretch, spugna rende omaggio alle stampe iconiche di Pucci rielaborate in mix and match stile patchwork oppure all over in nuove dimensioni e proporzioni. … L’estrema sofisticazione della semplicità. Le minigonne foulard danzano, short e pantaloni giocano con i motivi a fiori XXL, le frange e i nastri passati in occhielli di metallo evidenziano caviglie, schiena, décolleté e curve.  Gioiosi e ammiccanti anche gli accessori. Le borse sono in paglia intrecciata o in tela di due materiali, ma anche create con foulard upcycled, gli orecchini sono oversize e i sandali ora con zeppe altissime e colorate ora piatti e infradito. Infine il nuovo signature logo ispirato all’etichetta d’archivio “Capri Sport” del 1953. Protagonisti due pesci che ora, intrecciati, spuntano ammiccanti in forma di ‘P’ sulla fibbia di cinture, zeppe, zoccoli o pullover. Bella storia. Emilio, Camille e Capri. 

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