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7 giugno 2022
di Rosario Stanizzi

Quella band era tutta n'ata storia

 Pino Daniele
 Pino Daniele
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C’è un prima e c’è un dopo. Un prima (quella sera), un dopo (quel concerto). C’è una data, il 19 settembre 1981, e un palco, in piazza del Plebiscito a Napoli. Ci sono sei musicisti: Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Jamese Senese. Ci sono 200 mila persone elettrizzate. E le strade vive e paralizzate.

C’era una volta, 41 anni fa. E io c’ero. Era una domenica il 19 settembre 1981. Ed io ero lì, in piazza del Plebiscito, dalle 10 del mattino. Sedici anni da compiere e tante emozioni. La più grande si materializzò qualche ora prima del concerto, quando era ormai evidente che stavo per partecipare, e non solo assistere, ad un concerto che sarebbe passato alla storia.   

Il 19 settembre 1981, a quasi un anno dal terribile terremoto in Irpinia, Pino Daniele, allora 26enne, con la sua superband riuscì a far dimenticare per poche ore una tragedia che aveva colpito il cuore di tutti. Reduce, il 27 giugno dell’anno prima, del successo ottenuto all’apertura del leggendario concerto di Bob Marley a Milano, Pino Daniele e la sua formazione storica, tutti impegnati nell’album “Vai mò”, titolo anche del fortunato tour, fecero cantare e ballare migliaia e migliaia di persone.

Il ‘re’ delle bacchette, autore di ritmi travolgenti ed entusiasmanti come "Andamento lento", Tullio De Piscopo, in occasione delle celebrazioni dell'evento, ha raccontato con grande emozione quel concerto che ha praticamente riscritto la storia dei grandi eventi musicali in Italia.  “Il giorno prima – ha detto  - raggiungemmo Napoli, Pino era teso e concentrato. Stavamo facendo qualcosa di grande. Il 19 settembre, nel pomeriggio, la piazza era già quasi piena. Chi non trovava posto si accampava nelle strade e nelle zone intorno. Pino era amato in tutta Italia, ma a Napoli accadde l’incredibile. Noi dal palco non vedevamo granchè, giusto la piazza piena.  Io continuano a suonare ma notavo il servizio d’ordine impegnato a dare soccorso a molti ragazzi svenuti nella calca".

"James Senese parcheggiò la sua Mercedes accanto al palco, dopo il concerto la trovò sfondata perché la gente c’era salita sopra per vedere meglio. E non fu l’unica macchina sfondata quella sera". (Tullio De Piscopo)

"Alla fine non riuscimmo a dormire, ma avevamo cambiato la storia degli eventi musicali in Italia. E anche piazza del Plebiscito, da allora, non fu più la stessa, era diventata il più bel teatro all’aperto della città”.

Dalla batteria alle percussioni. Anche Tony Esposito, suoni esplosivi e incredibile movimento delle mani, venne consacrato in quella notte. “Quel concerto è stato importante – ricorda  - per la prima volta ci siamo trovati di fronte decine di migliaia di persone. Era nato un gruppo quasi per gioco e ci siamo trovati davanti all'ascesa totale di Pino. E il più emozionato era proprio lui. Pino era incredulo, anche perché era il meno abituato. Io, come James Senese e Tullio De Piscopo avevamo già avuto concerti e successi. Poi è stata una crescita, che abbiamo condiviso insieme, fortunatamente. Tullio, James, Joe Amoruso, Rino Zurzolo... eravamo un gruppo e abbiamo girato l'Europa, anche con incontri importanti come quello con Bob Marley. Ognuno ha fatto la sua parte, ha contribuito con il proprio sound che poi era l'insieme di tutti noi, io con la mia Africa, Pino con il jazz, Tullio con il ritm&blues. Poi Pino alle soglie del 2000 ha voluto riunire questo gruppo che si sciolse perché i successi personali erano diventati più impellenti. Incontrai Pino a Roma, e mi disse che era venuto il momento di ritrovarci. Mi disse ‘lo facciamo per i figli dei nostri fan’, perché c'erano tutti questi ragazzi cui mostrare la mescola di stili e canzoni. Pino ci ha lasciato in un momento di grande e ritrovata amicizia. La bellezza  – sottolinea con emozione l'autore di "Kalimba de luna" - era suonare insieme tutti noi, ormai adulti e più sereni, con meno ansie da successo perché ognuno aveva fatto la propria strada, anche a livello commerciale. Ed eravamo più rilassati".

"E' stata un'esperienza bellissima troncata purtroppo in maniera tragica, che non ci aspettavamo. Adesso c'è il grande ricordo, con le canzoni di Pino che sono sempre presenti nel nostro repertorio”. (Tony Esposito)

Quarantuno anni dopo quella grande serata, le immagini restano ancora vive nella mia mente. Le ragazze che cantavano a squarciagola le canzoni di Pino, i miei amici che ballavano al ritmo della batteria di Tullio e delle percussioni di Tony, io che provavo ad immortalare il tutto con una mega Polaroid, con flash incorporato e con scarsi risultati.

Quarantuno anni dopo le canzoni di Pino Daniele e della sua superband sono passate dalle musicassette stereo 8 alle mini-cassette, dal vinile al cd, e viceversa. Sono nei computer, nei telefonini. Del concerto-evento restano, purtroppo, pochi documenti filmati e pochi contributi audio.

Quarantuno anni dopo non ci sono più Pino Daniele, Rino Zurzolo e Joe Amoruso. Ma le loro musiche e le loro canzoni restano le nostre colonne sonore. E oggi, come allora, continuano a farci sognare. Che rimane, in fondo, il miglior modo di vivere.

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