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2 febbraio 2026
di Guendalina Dainelli

Cosa racconta l’inchiostro quirinalizio sui libri d’onore degli Emirati Arabi

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Ci sono fotografie che raccontano più di un gesto. Molte tra le immagini che documentano le tre giornate di Sergio Mattarella negli Emirati Arabi Uniti, dal 27 al 29 gennaio, vanno oltre il fotogramma di cronaca e catturano un segno. Il corsivo chiaro e regolare dei messaggi apposti nei libri d’onore e pubblicati nella galleria fotografica del Quirinale rende icasticamente il valore diplomatico del viaggio di Stato appena concluso.

In un luogo in cui l’architettura diventa semiotica del potere e in cui il potere non è solo simbolico ma anche performativo, gli spazi, la monumentalità e il gigantismo emiratino, che hanno pochi paragoni al mondo, diventano manifestazione di riconoscimento reciproco, del rispetto e del prestigio. E l'inchiostro, seppur diafano, imponderabile, sembra acquisire un particolare peso specifico. 

E l'inchiostro, seppur diafano, imponderabile, sembra acquisire un particolare peso specifico

“Le esportazioni italiane nel paese sono raddoppiate nel giro di pochi anni, superando quelle verso India e Brasile” dice l’Ambasciatore Lorenzo Fanara, sottolineando l’eccezionalità delle relazioni tra Italia ed Emirati, che in particolare negli ultimi tre anni hanno visto una tessitura diplomatica di altissimo livello. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sì è recata tre volte nel Paea e numerose anche le visite del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro della Difesa, Guido Crosetto. 

“Gli Emirati intendono investire 40 miliardi di dollari in Italia in settori strategici come intelligenza artificiale, data center, energie rinnovabili, difesa e infrastrutture con il coinvolgimento di attori del calibro di G42 (AI, infrastrutture), Khazna Data Center (infrastrutture), Mubadala (investimenti). Sono partner privilegiati in ambiziose iniziative spaziali con l’Agenzia Spaziale Italiana e l'agenzia emiratina.” E ora si guarda con fiducia agli accordi di libero scambio con l'Unione europea. “Dopo il quarto round di colloqui, attendiamo che possano essere presto finalizzati per il vantaggio delle nostre aziende.”

Il viaggio istituzionale ha incluso la visita ai luoghi più iconici degli Emirati, tra cui il nuovo Museo Zayed di Abu Dhabi, dove Mattarella è stato accompagnato dal Presidente del Dipartimento della Cultura e del Turismo, Mohamed Khalifa Al Mubarak. Giovane, figura di grande rilievo, è a lui che molti guardano come a uno dei volti futuri del Paese. Una curiosità, sottolineata anche nell’editoriale dell’Ambasciatore Fanara su The National, principale quotidiano emiratino in lingua inglese, attribuisce un senso particolare agli incontri di queste ultime ore. 

Nelle teche del museo si conserva anche lo scritto di un mercante veneziano risalente al 1590, giunto sulle coste arabe per affari. All’epoca non esistevano assicurazioni commerciali, né codici Swift, né meccanismi di arbitrato internazionale. Il capitale principale erano la fiducia, una parola scritta a penna, se non addirittura una stretta di mano. Un principio antico che, secoli dopo, riaffiora, discreto ma con forza,  tra le architetture monumentali e l’inchiostro solenne della diplomazia moderna.

 

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