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20 gennaio 2024
di Francesco Palmieri

50 sfumature di bianco

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  1. Andare in bianco: a chi non è capitato? 
  2. Assegno in bianco: a chi è capitato? 
  3. Mangiare in bianco: unica proto-dieta suggerita dalle mamme prima della dietomania diffusa e multiforme. Come il monoteismo prima del politeismo.
  4. Biancomangiare: leccornia medievale sopravvissuta fortunatamente ai secoli. Tutelata come prodotto agroalimentare tradizionale italiano. Tanto piacque ai francesi che ne rivendicarono la creazione. 
  5. Farina bianca: un tempo privilegio dei signori, tra un po’ farà la fine delle sigarette. 
  6. Zucchero bianco: stessa cosa, anzi peggio. 
  7. Risultato in bianco: logora espressione del gergo calcistico, vintage quanto “a reti inviolate” o “risultato a occhiali”. 
  8. Notte bianca: ormai non la si nega a nessuna causa, dalla promozione dei musei alla difesa delle librerie di Port’Alba. Al plurale è un bel libro di Dostoevskij, neanche lungo. 
  9. Notte in bianco: in ogni caso peggio di quella sopra. 
  10. Bianchi: tra i cognomi italiani sta a Rossi come y sta a x. 
  11. Bianco: se è anche etero e occidentale, ora come ora non se la passa benissimo. 
  12. Tasti bianchi: suonando il pianoforte senza i semitoni. In do maggiore. 
  13. Settimana bianca: popolare usanza vacanziera che divide gli umani tra chi scia e chi no. Le è stata dedicata pure una canzone dal gruppo milanese Il Pagante (“Ostriche e champagne e viene giù una valanga/ Striscio lo ski pass, settimana bianca/ Faccio il pieno al Suv, scende il mio conto in banca/ Quando salgo su, settimana bianca…”). 
  14. Blancos: vabbè, qualcosa come 35 campionati nazionali vinti, 20 Coppe di Spagna, 14 Champions League e tanta, tanta altra roba in bacheca. Senza uguali è il palmarès stellare del Real Madrid.  
  15. Blanc: Louis Jean Joseph Charles Blanc. Gran teorico, scarso realizzatore. Come non pochi intellettuali (soprattutto socialisti), per disgrazia o forse per fortuna. 
  16. Bianconiglio: ciascuno ne conosce parecchi, quando non lo è egli stesso. Di qua, di là, di su, di giù. Sempre di corsa ma poi perché. 
  17. Biancaneve: baciata senza consenso dal principe, vive felice e contenta con lui. Ma se un giorno litigheranno potrà sempre denunciarlo. 
  18. Bianca di Collalto: fantasma veneto tra i più celebri (che gli scettici, ahiloro!, non vedranno mai). Stessa leggenda – una giovane murata viva per gelosia femminile – e stesso nome per lo spirito di Palazzo Spinelli a Napoli. Quale delle due leggende ha copiato l’altra? 
  19. Pagina bianca: il terrore degli scrittori. «E il terrore di quella scritta?» domandava Giuseppe Pontiggia, sapendo malinconicamente che questo condiziona assai meno la po- polosa categoria. 
  20. Pagine bianche: chi le ricorda non è più un pischello. E conosce pure l’ormai misterioso monosillabo “Sip”. 
  21. Biancosarti: nel mobile bar di una volta tra il Vov e il Cynar. Quando c’era la Sip (vedi sopra). 
  22. Biancolella: chi ama l’isola d’Ischia sa di cosa parliamo. Ottimo pure con la pizza. 
  23. Marsala: nome della giumenta – naturalmente bianca – di Giuseppe Garibaldi nell’impresa dei Mille. Sminuisce l’eroe, però è vero che gli costava parecchia fatica montarle in sella a cagione dei dolori reumatici. 
  24. Bianco fiore: “O bianco fiore/ simbol d’amore,/ con te la gloria/ della vittoria./ O bianco fiore/ simbol d’amore/ con te la pace/ che sospira il cor”. Inno ufficiale della Democrazia Cristiana ai tempi di “Bandiera rossa”. 
  25. Balena bianca: sinonimo di Democrazia Cristiana per i non democristiani. 
  26. Moby Dick: la vera balena bianca. Restiamo fedeli alla traduzione di Cesare Pavese, anche se non è proprio fedele al libro di Herman Melville. 
  27. Scheda bianca: comunque si è andati a votare. 
  28. Semestre bianco: l’ultimo di un presidente della Repubblica prima di lasciare il Quirinale, ma non sempre è così.  
  29. Minimalismo: associarlo al bianco senza tema di smentite. 
  30. Sposa: se veste in nero c’è da averne paura. Vedi il film di Truffaut che ispirò Quentin Tarantino per le gesta di Uma Thurman (The Bride) in “Kill Bill”. 
  31. Pai Mei: il monaco “dal sopracciglio bianco” tremendo virtuoso del kung fu. In “Kill Bill volume 2” di Tarantino, un racconto davanti al fuoco lo descrive come “inconsolabile” per un futile sgarbo. Con conseguenze ovviamente letali. 
  32. Tigre bianca, oltre che rara è simbolo dell’occidente e dell’autunno nella tradizione cinese. 
  33. Bianchetto: the happy few lo adoperano ancora. C’era una volta la cancelleria (ed era bellissima). 
  34. Clown bianco: ma senza l’Augusto che senso avrebbe? 
  35. Cavaliere bianco: stereotipo giornalistico di “salvatore”, abusato da chi scrive di finanza sui giornali. Più si evoca meno arriva. Forse la categoria è in sciopero, come quella dei principi azzurri. 
  36. Biancheggiare: impiegarlo per le vele sul mare, le cime innevate e le ossa abbandonate nei deserti non vi farà brillare per originalità. 
  37. Lutto: si veste di bianco per i seguaci del taoismo. 
  38. Sciarpa bianca: dono sempre gradito, tranne che ai cinesi quando a farlo è il Dalai Lama. 
  39. Giglio: pura (o immacolata) come un giglio. Si diceva più di una fanciulla che di una coscienza. Oggi non s’usa per nessuna delle due. 
  40. Candore: vedi sopra. Spesso associabile al verbo simulare. 
  41. Rumore bianco: White noise. Quello prodotto dalla radio su una frequenza inutilizzata concilia il sonno ai neonati. Titolo di un noto romanzo di Don DeLillo, che ha ispirato anche un film: entrambi ansiogeni, non conciliano il sonno agli adulti. 
  42. White Christmas: cantato da Bing Crosby, con oltre cinquanta milioni di dischi è il brano più venduto della storia, anche adesso che i dischi non si vendono più. 
  43. Elfi: a proposito di Natale, il vocabolo che indica queste creature sovrannaturali ha l’etimo nella radice indoeuropea Albh, ossia “risplendere”, “essere bianco”. Da cui il latino albus. 
  44. La Dama Bianca: mentre recitava in una farsa intitolata così, il 24 marzo 1876 il più famoso Pulcinella della storia, Antonio Petito, s’accasciava per sempre sulla scena del Teatro San Carlino. All’inizio pensarono a uno scherzo della maschera, poi che era veramente un grande attore per morire così. 
  45. Pulcinella: il camicione bianco è il suo connotato, anche se qualche volta si è vestito da borghese o da soldato. Per traslato, se vi servite del suo nome quale insulto, veste di volta in volta come il destinatario della vostra invettiva. 
  46. La Dama Banca 2: soprannome dato dai giornalisti a Giulia Occhini, l’amante (extraconiugale) del campionissimo di ciclismo Fausto Coppi, oggetto di grosso scandalo negli anni ’50 del Novecento. La vicenda rimarcò la dicotomia con il rivale Gino Bartali, atleta tutto bici e chiesa. 
  47. Bianca: nel 2023 si è classificato quindicesimo tra i nomi femminili italiani scelti per le nuove nate. 
  48. Bianca: titolo del quarto film di Nanni Moretti. Memorabile la battuta sulla Sacher, che per il regista è assai più di una torta. 
  49. Sargent: John Singer, pittore statunitense con radici italiane, indiscusso maestro di tutte le sfumature di bianco. 
  50. Bandiera bianca: fondamentale capire se e quando alzarla. Per esempio alla fine di un pezzo, per invocare clemenza ai lettori. 

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