immagine
3 ottobre 2026,
di Antonio Boni 

The Invisible Man arriva a Gibellina con Macerie

Il Cretto di Gibellina e il Tempio di Hera a Selinunte nascondono o rivelano, quasi in filigrana, una presenza umana. Sono gli scatti di Liu Bolin artista cinese che da anni porta avanti un percorso fotografico in cui si mimetizza perfettamente nei contesti che lo circondano, riflettendo sui temi universali del rapporto tra uomo, natura e potere politico. 

Questi due scatti assieme ad altri otto dal 17 ottobre al 10 dicembre 2026 sono protagonisti al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao di Gibellina di Macerie, progetto che il fotografo nato nel 1973 nella provincia dello Shandong ha realizzato durante le performance condotte a Gibellina e nel territorio del Belìce nel giugno 2026, nell’ambito di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026. Nel Grande Cretto, Liu si è quindi mimetizzato tra le tracce della città distrutta dal terremoto. Se l’opera di Burri ha trasfigurato nel cemento bianco la ferita del sisma, con questa performance Bolin ha attraversato il labirinto silenzioso, prestando la propria presenza per dare nuova voce a ciò che è andato perduto. Diventando parte integrante dell’opera d’arte, l’artista ha così tracciato un filo invisibile tra passato e futuro, tra distruzione e rinascita.

La seconda performance ha visto l’artista scomparire tra le architetture del Tempio di Hera di Selinunte. Tra le testimonianze più imponenti della Magna Grecia, il Tempio di Hera custodisce una memoria millenaria fatta di stratificazioni, crolli e permanenze. Qui Bolin ha  scelto ancora una volta di scomparire, fondendo il proprio corpo con la pietra antica per interrogare il rapporto tra individuo e storia, tra presenza e tempo. 

Da questi interventi sono nati gli scatti presentati nella mostra Macerie, a cura di Andrea Cusumano e realizzata in collaborazione con la Galleria Gaburro che sostiene l'Artista sin dagli esordi della sua carriera ed è stata la prima, e ad oggi l'unica, galleria a introdurre e promuovere il suo lavoro in Italia. Nel corso degli anni, la Galleria ha sostenuto numerosi progetti dell'Artista, tra cui la realizzazione di una performance presso il Cenacolo Vinciano, dove ha sede L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, consolidando un rapporto artistico e professionale di lunga data. Questo nuovo costruisce un ponte ideale tra i territori segnati dalla distruzione e la possibilità di una nuova elaborazione della memoria. La maceria non è soltanto il segno di ciò che è andato perduto, ma materia del ricordo e occasione per elaborare una diversa visione del paesaggio. 

Seguici su