
La Serpara - Stringersi la mano nel giardino delle sculture
C’è un giardino segreto nel cuore del Viterbese, dove natura e arte dialogano. Si chiama La Serpara, ci si arriva tra verde e silenzio, passato l’abitato di Civitella d’Agliano, mentre la strada si fa stretta tra vegetazione, saliscendi, infine un pianoro su una valle dove scorre nascosto il Rio Chiaro. Il cartello “Serpara” dice al visitatore che è arrivato e può scoprire il mondo incantato che un artista svizzero, Paul Wiedmer - grande stazza, lunghi capelli bianchi e quasi ottanta primavere - ha fondato come “giardino di sculture” nel 1997. Il suo regno, dove ha voluto lavorare e vivere con la propria famiglia perché, racconta a Mag1861, alla fine di un incarico per l’Istituto Svizzero a Roma non ha voluto più lasciare l’Italia e il suo sole. Anche se in Svizzera torna con i suoi laboratori (il prossimo settembre a Friburg) e anche se ha girato il mondo. “Vede queste piante di bambù? Le ho portate dalla Cina, altre dal Giappone, dalla Corea, tutti posti nei quali ho esposto. Ne ho piantate 23 specie, come il gigante viridis. Piante forti che non vogliono restare imbrigliate in un vaso, e servono a costruire case, oggetti, arredi. Da quarant’anni sto alla Serpara e guardate come sono diventati i miei bambù”.
E infatti ci si addentra nei boschetti, e si scende tra tante altre specie botaniche – acero giapponese, lillà, gardenie, gelsomini, un banano, una araucaria, piante aromatiche e di sottobosco - fino alle cascatelle del torrente. Ma il percorso è una galleria di sculture all’aperto. Quelle di Wiedmer, severi totem di ferro, dai quali escono suoni e fiammelle, omaggio a questa terra vulcanica, e vibrano nel verde. E quelli di altri quaranta artisti – David Spoerri con “La sede di Giano”, Tommaso Cascella con “La casa dei serpenti”, Severin Muller con un gruppo di bagnanti, che chiama “Miss”, Werter Germondari con “Picchio Pinocchio”, Gérémie Crettol con “Polpopugno”…). Ogni anno un’opera site specific, destinata alla collezione permanente di Wiedmer.
Il 2026 ha appena scoperto per il pubblico – la curatela è di Marco Trulli - i nuovi lavori, con una due giorni di musica e performances. Hanno un impatto forte con l’emergenza geopolitica attuale. Ecco “Siepe” del tedesco Hans-Hermann Koopmann, che sfoggia il numero 42 nel manifesto di presentazione, “perché sono l’artista numero 42 a La Serpara e riprendo il mio colore identificativo, l’arancione, che a Berlino è il colore delle ambulanze, dunque rimanda all’emergenza, alla richiesta di aiuto”. Koopmann, che vive anche lui in una residenza tra i fiori, il Giardino di Pianamola a Bassano Romano, è anche enologo e biologo e ha innestato l’osservazione della Natura ai temi della mitologia e della filosofia. Così “Siepe” è una cornice color arancio elettrico, minimale, che si apre in un “muro” di lauroceraso, un buco, una finestra per guardare oltre e guardarsi in faccia. Sotto la cornice un tubo squadrato permette di infilare il braccio e tendere la mano, per stringersela. Una dinamica inattesa, una bucatura del muro vegetale che apre la possibilità di scambio, di incontro. “Darsi la mano è importante, per me diventa l’opera tout court. È un auspicio nel mondo dilaniato dalle guerre”.
Anelito a un altro domani è anche nel secondo lavoro inaugurato, che reca la firma di Guerrilla Spam, il collettivo nato a Firenze nel 2010 come spontanea azione di attacchinaggio negli spazi urbani. Guerrilla ha poi abbracciato l’arte dei murales pubblici in Italia e all’estero. Insieme, progetti didattici nelle scuole e nelle carceri, concentrati sul tema delle migrazioni e dell’incontro con l’altro. “Dicono di genti danzanti come gru” il titolo dell’opera per La Serpara, anch’essa tesa ad attivare la partecipazione del pubblico. Realizzata con pietre e alluminio, è un labirinto calpestabile e attraversabile, in cui chiunque può diventare un moderno Teseo all’uscita del percorso e prendere parte alla simbolica arte delle gru. Spiegano: “Il labirinto è un simbolo nel quale confluiscono storie diverse, è ancestrale e presente in tutte le civiltà antiche. In esso ci si perde, ma in realtà è lineare, ha un’entrata e un’uscita, è morte e rinascita. Significa anche la ricerca del proprio centro interiore in un mondo sempre più squilibrato”.
Le storie raccontate nei cinque ettari della Serpara – l’ingresso su prenotazione è gratuito, si raggiunge in navetta che parte ogni 15 minuti da Civitella d’Agliano - fanno riflettere. Una processione attraverso ottanta opere in un microcosmo che unisce l’amore per la botanica all’arte contemporanea, nella tradizione dell’arte nei giardini che caratterizza l’Umbria, il Lazio e la Toscana, a partire della magia del Sacro Bosco di Bomarzo. Un altro appuntamento simile è, sabato 30 maggio, alle 16, appunto nel Giardino di Pianamola, dove Koopman ed Elisa Resegotti inaugurano la mostra One Minute Tree Revisited con trentacinque esponenti internazionali dell’Arte Contemporanea. Sullo sfondo rasserenante del lago di Bracciano.