
Si intitola “Olivetti. L’arte di comunicare” ed è la mostra a cura di Fiorella Bulegato e Giorgio Cedolin che fino al 27 settembre a Palazzo Sturm a Bassano del Grappa farà rivivere la storia di uno dei nomi del made in Italy che ha anche segnato un modo di organizzare il lavoro e di vivere la socialità in ufficio. Legata profondamente alla storia e alle ricche collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini, situato al piano terra del Palazzo e dedicato alla tipografia e calcografia della celebre famiglia di imprenditori grafici bassanesi, le cui raccolte raccontano il fenomeno industriale che varcò i confini del vecchio continente per giungere fino alle Americhe la rassegna raccoglie oltre 130 artefatti grafici tra brochure, manifesti, libretti di istruzioni, libri, documenti e oggetti provenienti da collezioni private ripercorrendo la storia della comunicazione visiva dell’azienda fondata a Ivrea da Camillo Olivetti nel 1908. Il percorso diviso in sezioni (“Narrare l’impresa”, “Comunicare il prodotto”, “Scandire il tempo” e “Costruire la comunità”) mette in evidenza il legame tra comunicazione e impegno civile. L’utopia olivettiana si traduce infatti in una serie di iniziative rivolte ai lavoratori e al territorio, che spaziano dall’urbanistica alle attività culturali. Mostre, editoria, eventi e progetti sociali sono accompagnati da una comunicazione coerente e curata, che riflette la medesima attenzione riservata ai prodotti e contribuisce a definire un modello d’impresa in cui economia e cultura risultano profondamente intrecciate.
La mostra ‘Olivetti. L’arte di comunicare’ si lega profondamente alle collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini e offre al pubblico il racconto della grande imprenditoria italiana e di due famiglie che, a duecento anni di distanza l’una dall’altra, condividono una storia di straordinario successo caratterizzata da spirito di innovazione, responsabilità sociale, passione per la cultura e la bellezza.” dichiara Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura di Bassano del Grappa. In “Narrare l’impresa”, si mette in luce il ruolo delle pubblicazioni celebrative ed editoriali nel costruire e diffondere l’identità aziendale. Dagli opuscoli degli anni Trenta, influenzati dalla nuova tipografia europea, fino ai manuali sistematici degli anni Settanta, emerge una progressiva consapevolezza del valore strategico della comunicazione come strumento di coesione interna e di rappresentazione esterna.
In “Comunicare il prodotto”, si evidenzia come, fin dalle origini, Olivetti abbia riconosciuto l’importanza della grafica e della pubblicità nella diffusione dei propri manufatti. Con una attenzione anche ai “libretti d’istruzione”, pieghevoli, imballaggi e campionari che rivelano una cura progettuale unica. In “Scandire il tempo”, si trovano i calendari e le agende Olivetti come esempi del desiderio dell’azienda di estendere la cultura del progetto agli oggetti quotidiani. Ed infine in “Costruire la comunità”, si celebra il legame tra comunicazione e impegno civile. L’utopia olivettiana si traduce infatti in una serie di iniziative rivolte ai lavoratori e al territorio, che spaziano dall’urbanistica alle attività culturali. Mostre, editoria, eventi e progetti sociali sono accompagnati da una comunicazione coerente e curata, che riflette la medesima attenzione riservata ai prodotti e contribuisce a definire un modello d’impresa in cui economia e cultura risultano profondamente intrecciate.