immagine
31 marzo 2026,
di Alessio Boni

Dipinti, incisioni, disegni, fotografie

Sono oltre 150 le opere che fino al 27 settembre 2026 raccontano al Mart di Rovereto la figura sfaccettata di un artista non sempre ricordato come Anselmo Bucci. In arrivo da importanti collezioni private e pubbliche - tra cui la Quadreria Cesarini – Casa Museo di Fossombrone, i Musei Civici di Monza, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Istituto Centrale per la Storia del Risorgimento Italiano – la rassegna (a cura di Beatrice Avanzi e Luca Baroni) ricostruisce la carriera e la vita di questo pittore, incisore, disegnatore e scrittore, protagonista della vita culturale tra Parigi e Milano, che ha sempre mantenuto una forte autonomia intellettuale.

La sua è infatti una produzione capace di attraversare linguaggi, tecniche e generi con grande libertà senza mai rinunciare ad una coerenza interna fondata su una profonda cultura figurativa e su una sensibilità letteraria non comune, entrambe alimentate dall’esperienza diretta della modernità urbana e da quella del Primo conflitto mondiale, vissuto in prima linea come artista di guerra.  

Al Mart la valorizzazione della figura di Bucci si inserisce nell’indagine storico-artistica che fin dalla fondazione del museo, partendo dal patrimonio di opere e dai fondi d’archivio, mette a fuoco le vicende dell’arte in Italia, con particolare attenzione alla prima metà del XX secolo e agli artisti che gravitavano intorno alla figura di Margherita Sarfatti. 

La rassegna evoca poi, anche con il sottotitolo, Il tempo del Novecento tra Italia e Europa, la dimensione internazionale dell’artista che dalle Marche si spostò a Venezia,  e quindi a Parigi e Milano. Più conosciuto all’estero che in Italia (i primi apprezzamenti del suo lavoro si devono a Guillaume Apollinaire e al New York Times), grazie a una fitta rete di contatti internazionali e rapporti personali, Bucci si dedicherà a soggetti e temi diversi, accomunati da uno stile originale e da una notevole qualità pittorica. Il percorso dell’esposizione segue una linea del tempo e tematica suddivisa in dieci sezioni, con opere che vanno dagli autoritratti giovanili alla maturità.

Le origini marchigiane e il legame con Fossombrone e Monza, terre degli affetti familiari e della formazione, influenzano la prima fase; seguono gli anni parigini, segnati dall’influenza del Postimpressionismo, dal tema della vita moderna, dalla presenza di Juliette Maré, compagna e musa, e dalle esperienze di viaggio. La sezione dedicata alla guerra, che Bucci documentò con pitture, disegni e incisioni, introduce il rientro in Italia e la progressiva svolta verso un’attenzione ai maestri antichi che lo avvicina a Margherita Sarfatti e agli artisti con cui dà vita al gruppo di Novecento, tra paesaggi, vedute e ritratti femminili. Il percorso approfondisce inoltre la produzione grafica e l’interesse di Bucci per la rappresentazione del mondo animale, restituendo la varietà della ricerca dell’artista. A chiudere un’opera restaurata per l’occasione e mai esposta prima in un museo: I Maschi: di ispirazione mitologica, rappresenta un gruppo di uomini intenti alla caccia che viene sopraffatto dalle Amazzoni, in una scena che allude simbolicamente al conflitto tra i sessi e rivela la fascinazione per il nudo maschile. 

Seguici su