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25 settembre 2026,
di Giancarlo Strocchia

Al MACRO tra fotografia, cinema, suono e performance

Fotografia, cinema, suono, scultura, design e performance. Il MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma inaugura il 24 settembre la stagione autunnale con un programma che mette in relazione linguaggi e generazioni differenti, confermando la vocazione del museo come spazio di sperimentazione e dialogo tra le diverse forme del contemporaneo. Protagonista dell'apertura è Sguardo rovescio, prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo, una delle voci più originali della fotografia italiana del secondo Novecento. Curata da Cristiana Perrella ed Elena Magini e aperta fino al 31 gennaio 2027, l'esposizione riunisce sette nuclei fondamentali della produzione dell'artista negli anni Settanta. Fotografia e antropologia visiva si intrecciano in una ricerca che ha anticipato temi oggi centrali come il corpo, il genere, il rito e la costruzione culturale dell'identità. Lo "sguardo rovescio" evocato dal titolo è quello con cui Marialba Russo mette in discussione il punto di vista dominante di un'Italia ancora patriarcale e le convenzioni della fotografia dell'epoca. La mostra si sviluppa anche al MUCIV – Museo delle Civiltà, con un secondo progetto dedicato al lavoro sul campo realizzato dall'artista nel 1971 attorno alla Madonna dell'Arco.

Monica Vitti, il cinema e una Roma da ascoltare

Il cinema costituisce un altro filo della stagione, con Monica Vitti a fare da ideale trait d'union tra due progetti. Nella Sala Video Maria's Dream di Gaia De Megni, presentato per la prima volta in uno spazio museale, intreccia memoria familiare e immaginario cinematografico attraverso la figura dell'attrice. Nella Sala Audio 52 Spaces di Robin Rimbaud, aka Scanner, parte invece da L'eclisse di Michelangelo Antonioni, scomponendone e riassemblandone dialoghi, rumori e frammenti musicali insieme alle registrazioni raccolte nelle strade di Roma. Ne emerge una città sospesa tra realtà, cinema e memoria. A dicembre sarà la stessa architettura del MACRO a diventare materia di sperimentazione. Francis Upritchard e Martino Gamper interverranno sugli spazi di transizione del museo mettendo in relazione scultura, design e architettura. Sempre a dicembre arriverà la prima retrospettiva museale dedicata ad Alessandro Sciarroni, Leone d'Oro alla carriera per la Danza nel 2019. Una nuova produzione e un ciclo di live accompagneranno un percorso attraverso vent'anni di ricerca, tra danza, arti visive, circo e sport.

MACROCOSMO porta il contemporaneo oltre le mostre

A completare la stagione è MACROCOSMO, il Public Program del museo, che affianca alle esposizioni incontri, performance, proiezioni e ascolti. Tra i protagonisti Didier Fiúza Faustino, Matt Mullican e Hito Steyerl, che il 22 ottobre dialogherà con Paolo Benanti sulle implicazioni politiche, sociali ed etiche dell'intelligenza artificiale. Ne emerge un MACRO che prova ad andare oltre la tradizionale successione di mostre, costruendo la propria stagione sulle connessioni tra immagini, suoni, corpi, spazi e pensiero contemporaneo. Un museo da attraversare, ma anche un luogo nel quale fermarsi, ascoltare e confrontarsi.

 

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