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30 agosto 2025
di Lidia Lombardi

Green Umbria, da Margherita Buy a Isabella Ragonese, un Festival itinerante tra musica e teatro

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Ancorato al territorio. A partire dall’apparente incongruenza del nome. È il Festival della Piana del Cavaliere che torna dal 31 agosto al 22 settembre 2025 con una IX edizione inedita e itinerante, perché per la prima volta si snoda in svariate città dell’Umbria. Ma come, dirà qualcuno, cosa c’entra la regione per antonomasia verde con la Piana del Cavaliere, che si estende in Abruzzo, precisamente nella Marsica, in provincia dell’Aquila, una pianura al confine con il Lazio che sfiora tra gli altri i monti Simbruini  e che vede affacciarsi comuni come Oricola, Carsoli, Rocca di Botte e Pereto? C’entra perché la kermesse al suo nascere, nel 2017, si tenne proprio in questi luoghi, per poi migrare nel 2021 in Umbria. Ma il suo ideatore, Stefano Calamani, è presidente di AISICO, società che si occupa di sicurezza stradale e che proprio a Pereto ha il suo centro. Calamani, poi, è sostenitore istituzionale dell’omonima Filarmonica, formata da musicisti under 35 e diventata, per nomina del Ministero della Cultura, Orchestra Territoriale dell’Umbria.

Ecco allora la “liaison” con il Teatro Mancinelli di Orvieto e con gli altri palcoscenici del territorio, tra cui Perugia e Spoleto. Ma poiché il fine ultimo della manifestazione - come quello dell’Orchestra Vittorio Calamani - è raccontare, attraverso la musica e l’arte, la cultura autoctona, il Festival non poteva recidere del tutto il legame con la propria culla, dunque ha mantenuto il nome Piana del Cavaliere. L’edizione 2025 vede la collaborazione con l’Umbria Green Festival rafforzando così i concetto di cultura e sostenibilità: aprendosi al paesaggio, alle comunità locali, per la prima volta la kermesse diventa diffusa, attraversando città e luoghi della regione con concerti, spettacoli, conferenze e produzioni originali.

 Il tema scelto per quest’anno è Tracce, che diventa filo conduttore della programmazione e metafora del cammino umano: segni, memorie, incontri e connessioni che trasformano e uniscono.  Dice Anna Leonardi, la Direttrice Artistica: “In questi anni il Festival ci ha insegnato quanto sia importante il raccordo con i territori e le persone che li abitano. Oggi torniamo con la consapevolezza di un percorso che si è ampliato, con nuove produzioni, collaborazioni e progetti nati da radici locali ma pensati per raggiungere pubblici sempre più ampi”. Rilancia Daniele Zapparelli, Direttore Artistico di Umbria Green Festival: “Condividiamo l’idea di una cultura in movimento, capace di lasciare e raccogliere tracce significative nei luoghi e nella comunità. Un percorso che rafforza il nostro impegno per una visione profondamente radicata nel paesaggio umano e ambientale dell’Umbria”.

 

 

L’avvio del Festival il 31 agosto a Terni, con “Ladre di Sabbia”, performance di sand art e musica dal vivo (Gabriella Compagnone, Marcello Fera, Tommaso Santini, Guido Barbieri e Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani). Poi due appuntamenti a Narni: il 3 settembre “Matematicamente Bach” - a cura del Quartetto di Cremona e in collaborazione col matematico e logico Piergiorgio Odifreddi - e il 12 settembre con “Gli amori difficili” di Italo Calvino, lettura-concerto con Isabella Ragonese e Rodrigo D’Erasmo. Il Festival tocca anche Perugia, il 13 settembre, con la colonna sonora dal vivo del film muto “Metropolis” a cura di Edison Studio e in coproduzione con Umbria Green Festival.

Orvieto resta uno dei poli principali del cartellone: qui si susseguiranno, dal 4 al 22 settembre, grandi appuntamenti di musica e teatro. Tra questi le esecuzioni cameristiche dell’Ensemble InCanto e del Piano Duo Recital, rispettivamente il 4 e il 7 settembre, la lirica con Manuel Garcìa, “Un avvertimento ai gelosi” (venerdì 5 settembre al Teatro Mancinelli) e “Le nozze di Figaro” di Mozart (lunedì 22 settembre, in collaborazione con il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, sempre al Teatro Mancinelli). 

Tra le produzioni originali spicca “Orchestra del Mare”, con Arnoldo Mosca Mondadori, la voce narrante di Margherita Buy e l’Orchestra Calamani, in programma sabato 6 settembre. Un appuntamento di valore simbolico: l’ensemble suonerà strumenti ad arco costruiti dai detenuti del carcere di Opera utilizzando il legno dei barconi dei migranti: violini, viole, violoncelli e contrabbassi che portano con sé una storia di dolore trasformata in musica. Una evocazione dei viaggi della speranza fra i flutti del Mediterraneo che ha ispirato anche Sting per un concerto acustico nel carcere di Secondigliano: i detenuti avevano costruito le chitarre ricavandole dal fasciame della imbarcazioni arrivato in qualche modo a Lampedusa. In programma anche “Storia di un Gesù”, nuova riflessione sonora a cura di Guido Barbieri, già presentata in prima assoluta nel 2021 e accolta con grande successo anche oltre i confini nazionali, che torna il 14 settembre a Palazzo Cesi di Acquasparta, in collaborazione con il Festival delle Nazioni. Non mancano proposte per il pubblico più giovane, come il melologo illustrato “Il meraviglioso viaggio” di Nils Holgersson e il concerto del quartetto Orizzonte Vocale, con un programma che spazia dal Rinascimento al Contemporaneo, entrambi in programma domenica 14 settembre.

Accanto agli spettacoli, il Festival dedicherà spazio anche agli incontri con gli artisti, momenti pensati per favorire il dialogo diretto con il pubblico: un’occasione per ascoltare storie, riflessioni ed esperienze che hanno dato vita agli spettacoli in cartellone. Il percorso di formazione si arricchirà inoltre con i concerti dei docenti e degli allievi delle masterclass di alto perfezionamento musicale, che consolidano il legame con l’Accademia Internazionale di Orvieto, cuore del progetto. Insomma, un Festival che abita l’Umbria, realizzato grazie al sostegno del Ministero della Cultura e agli sponsor AISICO e T.S.L. Engineering.

 

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