Mostra Giovio
29 gennaio 2026,
di Ruggero Marino

La "Vera Imago" di Giovio

Mostra Giovio

Un tuffo all’indietro nel tempo. Un album di “figurine” preziose, fra arte e memoria storica. Sono i ritratti della collezione gioviana, in origine ben 400. Una galleria di immagini di uomini e donne illustri della storia europea. Raccolte nel corso di trenta anni. Una collezione originale e unica al mondo. Suscitò l’interesse di Cosimo de Medici, che ne volle un facsimile per gli Uffizi di Firenze.

Paolo Giovio (1483-1552) fu un umanista, vescovo, medico, storico e l’ideatore della più prestigiosa sequenza di presenze, in particolare del Rinascimento europeo. Rivivono oggi nella Mostra a Como, fino all’8 febbraio, curata da Bruno Fasola. Provenienti non solo dalla Pinacoteca, ma da istituzione museali e da collezioni private. O rappresentate virtualmente.

Un excursus, un “unicum”, che attraversa i secoli e la geografia. Il paffuto Petrarca, il naso aquilino di Dante Alighieri, il monacale Cristoforo Colombo, considerato il più veritiero circa le sembianze del navigatore. Dato che Giovio puntava alla “vera imago”. Documentandosi sulle fonti. Ricorrendo anche a dettagli di affreschi, incisioni, arazzi. Non mancano persino personaggi del mondo musulmano, dell’Etiopia e della Moscova. A dimostrazione di un’ampiezza di vedute universale, da uomo vitruviano. Non trascurava i nemici della Cristianità, come i pirati turchi o avversari personali come Georg Frundsberg. E persino donne celebri come Faustina Mancini e Rossellana, la moglie di Solimano il Magnifico. Oltre a papi, umanisti ed ecclesiastici: Pietro Bembo, Daniele Barbaro, Clemente VII. “Paolo Giovio – spiega il curatore Bruno Fasola -  si procurò i ritratti, richiedendoli ai  suoi protettori, politici, uomini di chiesa, di cultura e di arte che conosceva di persona”.

Non si tratta di semplici “dagherrotipi” di secoli lontani, ma di una sorta di enciclopedia, che sarà di ispirazione per “Le vite” del Vasari, che gli fu vicino. Ogni volto, difatti era accompagnato da testi illustrativi gli “Elogia”, compilati con accuratezza e rigorosità scientifica dal Giovio stesso. Che univa alla descrizione fisica quella morale del protagonista rappresentato.

Fu un edificio senza precedenti, “La Villa Museo”, destinata a raccogliere “sulle rive del lago di Como” la collezione. Un esperimento senza precedenti. Un luogo dedicato al ricordo in connubio con l’arte. Vi figuravano affreschi rappresentanti le Muse ed i loro interpreti. Mentre i volti avevano la firma di  artisti come Dosso Dossi, Ridolfo del Ghirlandaio, Francesco Salviati, Baccio Bandinelli, Sebastiano del Piombo, le botteghe del Tiziano …

Purtroppo la “Villa” fu demolita ai primi del 160. Per fare posto all’attuale Villa Giulia. Con relativa dispersione della collezione. Ne rimangono 38 ritratti conservati nella Pinacoteca.

La tecnologia odierna consente di “attraversare la soglia del tempo” con la creazione di un percorso che, lungo le sale,  accompagna il visitatore attraverso un’esperienza “immersiva e coinvolgente”. Con installazioni multimediali, video e proiezioni. In un ponte fra passato e presente. Arte, storia, innovazione e tecnologia. In una suggestiva “costellazione umana”. In “un popolo di sguardi” che interroga il visitatore.

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