Marta Marinotti
18 settembre 2025,
di Riccardo Bastianello

'Amores Perros' 

Marta Marinotti
A 25 anni dall'uscita del film cult 'Amores Perros' Fondazione Prada celebra il premio Oscar Alejandro G. Iñárritu con l'installazione "Sueño Perro: Instalación Celuloide".

Si tratta di una mostra multisensoriale che apre i battenti al pubblico oggi, nata nell'intersezione tra cinema e arti visive e concepita dal regista messicano. "Sueño Perro" è rivelata per la prima volta a Milano (dove resterà visibile fino al 26 febbraio) ma toccherà poi anche altre importanti istituzioni culturali, tra le quali LagoAlgo a Città del Messico dal 5 ottobre al 4 gennaio e The Los Angeles County Museum of Art (LACMA) nella primavera del 2026.

Come sostiene Miuccia Prada, presidente e direttrice di Fondazione Prada, "con questo progetto vogliamo aprire nuove prospettive sul suo lavoro e su un film che, sin dagli esordi, ha unito la forza del realismo alla densità del simbolismo. A venticinque anni dalla sua uscita, Amores Perros continua a parlare al presente e a restituire, con potenza visiva ed emotiva, tutta la complessità del mondo in cui viviamo".

Non è la prima volta d'altra parte che la Fondazione milanese collabora con il regista messicano che nel 2016 ha ideato la rassegna cinematografica "Flesh, Mind and Spirit" e nel 2017 l'installazione sperimentale di realtà virtuale "CARNE y ARENA".

"Sueño Perro" include girati inediti che raccontano i temi universali di Amores Perros come l'amore, il tradimento e la violenza. Sequenze intense, all'epoca tagliate in fase di montaggio e conservate per un quarto di secolo negli archivi cinematografici dell'Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), che catturano le interconnesse realtà sociopolitiche di Città del Messico, ancora oggi estremamente attuali. Al centro dell'installazione c'è una profonda venerazione per la fisicità del 35mm con la sua grana, lo sfarfallio e il calore che illumina con potenti raggi di luci stanze altrimenti completamente nere e buie.

Il pubblico attraversa un labirinto semibuio, illuminato da proiettori analogici 35mm che diffondono un flusso continuo di frammenti di Amores Perros assemblati per la prima volta. Un paesaggio sonoro, concepito appositamente per l'installazione, è diffuso in tutto lo spazio creando un'atmosfera onirica. Ciak, graffi sulla pellicola e lampi di luce tra bobine interrompono lo scorrere delle immagini, ricordando la ruvida fisicità del supporto. Nell'era dell'intelligenza artificiale e dell'iperdigitalizzazione, Iñárritu invita il pubblico a entrare in un luogo della memoria tattile, analogico e creato dall'essere umano, in cui il passato "lampeggia" senza farsi afferrare.

"Durante la fase di editing di Amores Perros oltre trecento chilometri di pellicola sono stati tagliati e lasciati sul pavimento della sala di montaggio - ha spiegato Iñárritu - Queste immagini cariche di intensità che corrispondono a sedici milioni di fotogrammi sono rimaste sepolte negli archivi cinematografici dell'UNAM per venticinque anni. In occasione dell'anniversario del film ho sentito il dovere di riscoprire e riesplorare questi frammenti abbandonati, con la loro grana e i fantasmi di celluloide che contengono. Spogliata di ogni narrazione, questa installazione non è un omaggio, ma una resurrezione: un invito a percepire ciò che non è mai stato. È come incontrare un vecchio amico che non abbiamo mai visto prima".

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