Ritorno alle origini, per Maria Grazia Chiuri che ha firmato la sua prima sfilata come direttore creativo di Fendi, il marchio dove la sua storia professionale aveva preso avvio nel 1989 e per cui nel 1997 aveva contribuito al successo di quella che sarebbe diventata la it-bag, la baguette. La stilista che è arrivata nella maison romana parte del portfolio Lvmh dopo anni al timone di Dior ha voluto battezzare la collezione sotto il motto “Meno io, più noi”.
Un claim che ben riassume la filosofia che sta dietro alle sue creazioni: un guardaroba condiviso leggero e fedele al dna del marchio. C’è la pelliccia che è tradizione ma anche alleggerita grazie a tagli destrutturati, e ci sono capispalla che possono essere indossati sia da lei che da lui. Ma il motto scelto “Meno io, più noi” sta anche a riaffermare la complessità del sistema moda: i valori del lavoro comune, intenzioni e desideri condivisi, importanza della comprensione, dell’accettazione degli altri, del mondo che ci circonda. C’è poi un elemento fondamentale: il ritorno al desiderio e ai corpi. In un presente in cui i corpi sono sempre meno ascoltati nelle loro pulsioni più terrene e originali. Così, il guardaroba si mette al servizio dei desideri del corpo, non per disciplinarli, ma per accoglierli, accompagnarli, renderli visibili. Tattili.
La sfilata che si è svolta all’interno degli spazi Fendi di via Solari, ha visto la partecipazione tra gli altri di Uma Thurman, Shailene Woodley e Dakota Fanning insieme a Jessica Alba. A loro si sono unite le attrici italiane Monica Bellucci, Valeria Golino e Matilda de Angelis e gli attori Saul Nanni e Pietro Castellitto. Tra gli ospiti, erano presenti anche la pop-star spagnola Aitana, insieme ai cantanti britannici Gene & Lennon Gallagher, la modella Iris Law e Bang Chan, Brand Ambassador e cantante coreano.
Ad aprire la passerella sulle note di Rosalía con ‘Divinize’, un completo giacca-pantalone, dove è il tailoring a parlare un lavoro sartoriale che avanza in gonne e giacche. Fedele al suo stile che ama anche raccontare la moda con le parole Chiuri per Fendi ha lavorato anche sulla grafica. Ed ecco la scritta “No” venir fuori su magliette. Senza rinunciare alla pelliccia che per Chiuri rappresenta “l’alta moda del marchio” una dimensione e un prodotto che richiede grande competenza e che oggi può essere trattata grazie ad un progetto di recupero e trasformazione dei materiali tanto più che già nel Dna di Fendi “c’era già il riuso: le sorelle tagliavano le pellicce per realizzare accessori, evitando sprechi” racconta Chiuri. Discorso a parte per gli accessori dove Chiuri applica la stessa logica di alleggerimento. Con borse che devono essere usate ancorché ammirate. E nel nuovo corso di Fendi Chiuri non poteva che legarsi anche al mondo dell’arte con la collaborazione con due artiste, in un confronto tra generazioni diverse, come Mirella Bentivoglio e SAGG Napoli, per arrivare al guardaroba stesso, rivisto come spazio di relazione e sedimentazione culturale. “Artiste – ha spiegato la stilista – diverse. Con Sacc Napoli abbiamo lavorato su elementi sportswear, t-shirt e sciarpe legati al prodotto. Per Bentivoglio, artista fondamentale, abbiamo realizzato una riedizione dei suoi gioielli d’artista e delle t-shirt”.
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