instagram
12 luglio 2026
di Laura Antonini

Fendi torna alle origini

twitterfacebook

Una mostra che torna a vivere rievocando una storia importante e un segmento del percorso luminoso della Maison Fendi. In occasione del debutto di Maria Grazia Chiuri alla prova della sua prima collezione Couture per FENDI, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dove la sera del 9 luglio 2026 si è svolto il defilé ha inaugurato la mostra After un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985.
Una mostra che rispecchia quella che nell’ottobre del 1985 il celebre museo romano che al suo interno ospita capolavori di artisti contemporanei da Vincent van Gogh a Maurizio Cattelan, Rudolf Stingel o Cy Twombly, celebrava i primi vent’anni della collaborazione tra la FENDI e il suo creativo dei tempi Karl Lagerfeld: un sodalizio destinato a durare sino alla scomparsa del grande designer nel 2019. La mostra di oltre 20 anni fa si intitolava iUn percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld e curata da Ida Panicelli, si avvaleva di un allestimento ideato dallo stesso Lagerfeld e realizzato da Claudio Lazzarini e Carmela Vigliotti. Il merito di quella esposizione era di essere pioniera di un genere poi diventato usuale: far vivere un brand di moda dentro una istituzione museale italiana accompagnando il pubblico attraverso le diverse fasi che in questi casi nell’ambito della pellicceria, conducono dall’ideazione alla progettazione e alla produzione con una sequenza narrativa definita dallo stesso Lagerfeld. In questo modo si dava visibilità alla sperimentazione che aveva trasformato radicalmente il concetto stesso di pelliccia, dando vita a risultati rivoluzionari.

A distanza di quasi due decenni la nuova direttrice creativa della Maison Fendi Maria Grazia Chiuri ha voluto riattivare la memoria di quella mostra cercando di riproporre il più possibile le strutture allestitive originarie con una esposizione comunque originale a cura della docente e teorica della moda Maria Luisa Frisa (Progetto allestitivo Lazzarini Pickering Architetti, Progetto grafico Irene Bacchi e Leonardo Sonnoli) che aperta il 10 luglio durerà fino al 25 ottobre 2025.

L’obiettivo di Chiuri al suo debutto couture per Fendi è quello di restituire una memoria via al pubblico contemporaneo nella sua complessità, rendendone nuovamente fruibili tanto l’impianto complessivo quanto le sue singole componenti e generando, attraverso la sua presenza fisica, nuove e imprevedibili modalità di relazione con i visitatori. Ed ecco 22 cartamodelli, 7 tele preparatorie, 50 tavolette di lavorazione, 180 disegni, 25 pellicce, il film “Historie D’Eau” diretto da Jacques de Bascher nel 1977, tre interviste: a Paola Fendi, Ida Panicelli e Arturo Carlo Quintavalle, e la rassegna stampa e altri documenti sulla mostra del 1985. A chiudere il percorso una selezione della vastissima rassegna stampa generata dalla mostra, sull’opportunità di portare la moda dentro un museo d’arte, che diventa occasione per riflettere sui problemi irrisolti della museologia della moda in Italia.

Una narrazione anticipata la sera del 9 luglio dalla sfilata della prima collezione couture 2026 2027 dove la stilista ha ricucito il rapporto con la storia del marchio e del made Italy. Una collezione costruita per sottrazione: la pelliccia è una piuma: righe bianche e nere trattenute dal tulle. Una venere in pelliccia che avanza sensuale e divertita. Il tulle è struttura anche di mantelli, cappe tracciate da arabeschi che diventano, foglie, piume, fiori di pelle, di pelliccia, di tessuto. Sulle spalle degli uomini sono coperta, riparo, capanna: la varietà della pelliccia può evocare farfalle. La pelle traccia labirinti sul bianco di un cappotto double in cashmere.

 

Tag

Seguici su

instagram