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29 ottobre 2026,
di Laura Antonini

L'autunno, una stagione da vestire senza confini

Un po’ british un po’ francese un po’ stelle e strisce con accessori made in Italy. Il guardaroba urbano per lei dell’autunno 2026 non ha confini e prende ispirazione dallo stile dei più diversi paesi. Se c’è un luogo ideale dove la contaminazione continua ancora a funzionare senza polemiche sembra essere, infatti, proprio quello della moda.  A raccontarci questa filosofia ci sono i capi che vediamo indossare anche dalle giovanissime che non fanno mistero di amare il vintage, non solo come capo usato, ma anche come riedizione di modelli andati di moda decenni fa.

Tra i grandi ritorni, c'è da chiedersi se sia mai passato di moda, c'è il capospalla di Barbour. Una vera e propria star di stagione che sa rinnovarsi  con collaborazioni e scelte di materiali. Così debutta la nuova tartan Shadow Classic, evoluzione del tartan Classic del marchio, ispirata alle tonalità autunnali del paesaggio scozzese proprio dove ha avuto inizio la storia della famiglia Barbour. Nella collezione che ha anche capi di abbigliamento un posto speciale lo hanno proprio i capispalla.

Così il tartan, un tempo nascosto con discrezione nella fodera delle giacche per mascherare i segni di una giornata trascorsa all'aria aperta, diventa protagonista sulla superficie esterna del tessuto cerato, declinato nelle varianti Shadow Classic e Classic nelle silhouette più celebri: il modello Beaufort è impreziosito da un colletto a coste sottili a contrasto e da una fodera in tartan Classic che gioca con le proporzioni, mentre il modello Liddesdale corto unisce un patchwork di tartan Shadow Classic e Classic a tasche a toppa oversize e a una vestibilità comoda. Il Bedale, lo Spey, la giacca Ashby e il Durham interpretano il tartan ciascuno a modo proprio, dai pannelli cerati di grandi dimensioni alle finiture in velluto a coste, fino alle fodere tagliate in sbieco. Tra le icone, i capi in cotone cerato e il tartan a pannelli conferiscono un tocco di freschezza alle silhouette che hanno caratterizzato il brand.

 Un tuffo nel passato e un omaggio agli anni Ottanta si respira nella collezione creata dal marchio francese Rouje e quello sportivo Reebok con una capsule che fa rivivere tutta l'energia dell’epoca d'oro dell'aerobica, con sottili riferimenti a icone del fitness come Davina Delor e Véronique de Villèle. "Abbiamo amato l'idea di prendere l'eredità sportiva di Reebok e darle una prospettiva decisamente Rouje, femminile, effortless e parigina - racconta Jeanne Damas, fondatrice di Rouje - La collezione parla di movimento, ma anche di come vuoi sentirti quando indossi ciò che porti" Ed ecco un look ideale per chi passa da una lezione di fitness in leggings agli aperitivi post-allenamento dove non manca la nuova interpretazione della Freestyle Reebok realizzata in morbida pelle Chalf con dettagli Classic Burgundy, inserti in pelle Rally, sovrapposizioni in suede e occhielli smerlati. 

Sono gli accessori a fare poi la differenza con le sneakers urbane sempre meno omologate e personali. Come quelle del marchio toscano D.A.T.E che per la collezione Fall Winter 26 ha preso ispirazione dal suo territorio e in particolare dal Chianti come un immaginario da reinterpretare, più che a una tradizione da raccontare. La collezione traduce la Toscana attraverso una palette ispirata ai suoi paesaggi, materiali e texture materiche, accostamenti e silhouette che portano nel presente l’essenza di un territorio. Ed ecco scarpe color ocra, cammello e bordeaux con la suola bassa e la possibilità di cambiare i lacci a seconda del look. 

 

 

 

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